Una cineasta prossima agli esami prepara come tesi un filmato su un operaio stakanovista proclamato eroe del lavoro. Ma svolgere un’inchiesta sul personaggio non è semplice: la ragazza si trova davanti a un muro di omertà e di reticenze. La verità è stata accuratamente celata per anni e, come al solito, non sta da una parte sola.
Caduta di Danton, uno degli artefici della Rivoluzione francese. La sua rivalità con Robespierre lo portò alla ghigliottina. Dopo Danton ci fu il Terrore. Barocca, sontuosa ricostruzione storica di Wajda, che prese il dramma della connazionale S. Przybyszewka per un’appassionata arringa contro le svolte autoritarie (in Polonia in quel momento era in atto il colpo del generale Jaruzelski).
Varsavia è occupata dai tedeschi. Un ufficiale e un gruppo di uomini cercano di salvarsi attraverso le fogne. Molti uomini muoiono; alla fine sopravvivono l’ufficiale e il suo subalterno, che comunque si rivela un vigliacco, responsabile per salvare se stesso della morte di molti. L’ufficiale lo uccide e torna indietro in cerca di superstiti.
Palma d’oro al Festival di Cannes 1981. Marta, una giovane violinista polacca, forse figlia di un grande direttore d’orchestra, Jan Lasocki, emigrato a New York, sposa un modesto direttore, Adam, il quale riceve l’incarico di dirigere la Quinta Sinfonia di Beethoven per festeggiare il ritorno di Lasocki in patria. Ma Adam si innervosisce e combina disastri, abbandonando la direzione. È Lasocki allora a prendere in mano la bacchetta, conducendo gli orchestrali della modesta formazione di provincia ad un’esecuzione memorabile. Dopo la quale il maestro muore, mentre Marta lascia l’imbelle marito.
Marta è una bella donna di mezza età che vive in una cittadina di campagna con il marito che è medico. Costui un giorno scopre, senza rivelarglielo, che la moglie ha pochi mesi di vita a causa di un tumore incurabile. Nello stesso periodo Marta fa la conoscenza di un ragazzo atletico e semplice, Bogus;, per il quale prova una non ben definita attrazione. Un giorno i due decidono di andare al fiume per fare il bagno ma una tragedia è in agguato. Fin qui il film di Wajda, tratto da un racconto dello scrittore Jaroslaw Iwaszkiewicz alle cui opere il regista si è più volte ispirato, di cui assistiamo alle riprese e vediamo gli esiti finali. Ma mentre il progetto prendeva corpo la grande attrice polacca Krystyna Janda, scritturata per il ruolo di Marta, prendeva a vivere direttamente una tragedia legata al cancro.
Ambientato al tempo delle guerre napoleoniche, mostra come le guerre hanno travolto lo sfortunato paese polacco all’inizio del XIX secolo. La storia ruota attorno alla legione polacca sotto il comando del generale Dabrowski, che poi combatté al fianco di Napoleone con la speranza della rinascita della Polonia.
Un medico e una piccola provinciale si incontrano, di notte, a Varsavia, poi trascorrono le ore fino all’alba nella stanza di lui. Ma non accade niente. Quando il ragazzo si sveglia, non trova più la nuova amica…
Nell’agosto 1980 un giornalista radiofonico (Opania), servo del regime più che della verità, ha lo sporco compito di fare un servizio diffamatore su Maciej (Radziwilowicz), sindacalista di punta del nascente Solidarno47 &3 nei cantieri navali di Gdansk (Danzica) e scopre che è il figlio di Mateusz Birkut, l’eroe di L’uomo di marmo (1977) ucciso dalla polizia durante gli scioperi del 1970. Conosciuta la moglie Agnieszka (Janda), carcerata per attività antigovernativa, il giornalista smette di cooperare con le autorità. Wajda e il suo sceneggiatore Aleksander Scibor-Rylski hanno adottato, ribaltandola in negativo, la struttura di L’uomo di marmo , facendone un film d’intervento, a ridosso degli avvenimenti, nato dalle emozioni e come spinto dalla forza dei dieci milioni di aderenti a Solidarno47 &3 . Non a caso, dopo aver vinto la Palma d’oro a Cannes, fu un grandissimo successo di pubblico in Polonia. Molte riserve sono legittime su questo film prolisso, squilibrato, verboso, a patto, però, di non disconoscerne i meriti: l’energia con cui sono mescolate fiction e documentazione diretta, melodramma sentimentale e denuncia politica, ricordi privati e memoria collettiva; la forza dei tre personaggi principali; la galleria dei burocrati e dei potenti, disegnati col vetriolo. Edizione italiana ridotta a 150 minuti.
Con sei statuette, alla cerimonia di premiazione degli Orly, i premi al cinema polacco, tra le quali quelle per il miglior film, regia, sceneggiatura e attore (Marian Dziedziel), il regista, classe 1963, si impone come uno dei più promettenti della sua generazione. Prodotto da Grupa Filmowa e coprodotto da Telewizja Polska, Filmi It e Agencja Produkcji Filmowej, Wesele racconta la storia di una disastrosa giornata di nozze. Il padre della sposa tenta di impressionare gli invitati in ogni modo, ma la sua organizzazione fa acqua da tutte le parti.
I subita sono stati tradotti con google, potrebbero esserci delle imprecisioni.
Un giovane (Tadeusz Lomnicki), prima dedito a piccoli furti, diviene, per influenza d’una ragazza (Urszula Modryzinska) membro attivo della Resistenza. La ragazza viene arrestata e giustiziata, il giovane continua a combattere. È questo il primo lungometraggio del giovane Wajda, un’opera romantica e affascinante, che rivela le contraddizioni della Resistenza polacca, ma che è soprattutto una bellissima storia d’amore. Il film fu osteggiato negli ambienti politici perché fresco e sincero, non privo di humour, vero, franco, e tutt’ altro che “eroico” nella visione di moda (ricalcata di solito per questo tipo di film sulla Giovane guardia sovietica). Noto anche, dal titolo francese, come Una ragazza ha parlato.
Doveva essere un concerto dedicato all’amore dei vent’anni. Purtroppo alcuni suonatori, tra cui Renzo Rossellini, non sapevano leggere la musica. Si salvano in due, Truffaut e Wajda.
“Antoine e Colette” di Truffaut: Episodio Girato a Parigi, l’episodio diretto da François Truffaut costituisce il secondo capitolo del ciclo dedicato ad Antoine Doinel, interpretato da Jean-Pierre Léaud, dopo I 400 colpi. Antoine è innamorato di Colette, una ragazza parigina di buona famiglia, che però non è interessata al suo amore, nel corso dell’episodio, finalmente rivede il suo amico Renè che non vedeva da tanto tempo.
Nota bene: La versione 1080p è del solo episodio “Antoine e Colette” di Truffaut. I subita li ho tradotti dai subeng con google, potrebbero esserci delle imprecisioni.
Germania 1945: gli americani arrivano in un campo di concentramento e liberano i prigionieri polacchi, che vengono alloggiati in una vecchia caserma nazista. Qui nasce l’amore tra un intellettuale e una giovane ebrea, che verrà uccisa da una sentinella. L’uomo, dopo aver attraversato un periodo di crisi, deciderà di tornare in Polonia nonostante il comunismo.
Il 17 settembre 1939 la Polonia viene invasa. Da ovest dalle truppe di Hitler e da est dall’Armata Rossa. 18.000 ufficiali dell’esercito, 230.000 soldati e 12.000 ufficiali di polizia vengono arrestati dai russi. Tutti i graduati vengono portati in campi di concentramento e nella primavera del 1940, su espresso ordine di Stalin, 15.000 di loro vengono uccisi con un colpo alla nuca e seppelliti in fosse comuni nella foresta vicino a Katyn. I tedeschi scopriranno le fosse nell’aprile del 1943 ma i russi scaricheranno su di loro la colpa del massacro. Solo nel 1990 per la prima volta ammetteranno la responsabilità. Wajda, che a Katyn perse il padre, racconta la vicenda attraverso la storia di Anna, la moglie di un capitano di Cavalleria che, pur non volendo accettarle, si troverà di fronte alle prove dell’esecuzione del marito così come accadrà ad altre donne. Al termine del conflitto, con la Polonia sotto l’influenza sovietica, una cortina di silenzio verrà fatta calare sull’accaduto e chi cercherà di sollevarla rischierà il carcere.
I spirato al romanzo di Jaroslaw Iwaszkiewicz. Due fratelli molto diversi si affrontano nella Polonia degli anni Trenta. Uno è vedovo e fa il guardiaboschi, l’altro è tisico e non ha molto da vivere. Uno dei film più significativi di Wajda.
1970. Le autorità soffocano nel sangue le proteste degli operai e Walesa, arrestato, è costretto a firmare un obbligo di collaborazione con i servizi di sicurezza. Lo fa per poter tornare a casa da Danuta, la moglie, e dai figli che continuano a nascere. Man mano che la sua maturazione politica si compie e il suo carisma s’impone, conquistando le masse, Walesa non cederà più ad alcuna proposta di collaborazione offerta dal regime, rassegnandosi a continue perquisizioni e ad un anno di internamento. Nel 1983, sarà Danuta a ritirare per lui il Nobel per la pace, per evitare che, lasciando la Polonia, il marito non possa più rientrare. L’operaio Walesa sarà il primo presidente scelto in elezioni libere e l’uomo che avrà preparato il terreno al più grande riassetto dell’ordine politico mondiale del secolo scorso.
Il dottor Henryk Goldzmit (conosciuto da tutti con lo pseudonimo di Janus Korczak) viene costretto il 6 agosto 1942 a trasferire i duecento orfani ebrei, di cui si occupa, nel ghetto di Varsavia. Si tratta del punto di passaggio prima dello sterminio a Treblinka. Wajda mostra, ancora una volta, le sue doti di narratore lucido e appassionato facendo uso magistrale del bianco e nero.
In Polonia, all’indomani della guerra, un funzionario comunista è fatto oggetto di una serie di attentati da parte di alcuni giovani partigiani nazionalisti. Uno di loro riesce a ucciderlo, ma cade dopo poco sotto i colpi dei soldati. Con questo film Andrej Wajda, a solo trentadue anni, si impone come regista di rango internazionale.
Nella Polonia del 1948 l’artista e teorico dell’arte Władysław Strzemiński gode di fama e rispetto sia in patria che all’estero. Nella città natale di Łódź è docente all’Accademia di Belle Arti, membro dell’Unione degli Artisti e fondatore del Museo cittadino di Arte Moderna. Ha una figlia ancora bambina ma sveglia, una moglie gravemente malata in ospedale e una squadra di allievi adoranti. Il destino gli ha regalato un immenso talento artistico e uno spirito libero, ma gli ha portato via sia una gamba che un braccio. L’infermità non gli impedisce comunque la produzione di tele, così come il perfezionamento della teoria dell’Unionismo, di cui è il cofondatore. Ad ostacolarlo senza tregua è invece la radicalizzazione del comunismo, alla quale l’artista si oppone fino alla morte.
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