Un film di Adrian Hoven. Con Erika Blanc, Anton Driffing, Percy Hoven Titolo originale Hexen geschändet und zu Tode gequält. Horror, b/n durata 92 min. – Germania, Francia 1973. MYMONETRO Le streghe nere valutazione media: 1,00 su 1 recensione.
Caccia alle streghe nella Germania del ‘700. Erotismo e sadismo di bassa lega.
Un film di Duccio Tessari. Con Helmut Berger, Evelyn Stewart, Giancarlo Sbragia, Silvano Tranquilli.Giallo, durata 100 min. – Italia 1971. MYMONETRO Una farfalla con le ali insanguinate valutazione media: 1,75 su 9 recensioni di critica, pubblico e dizionari. Accusato dell’assassinio di una ragazza, Alessandro è in prigione; prima di essere processato viene tuttavia rimesso in libertà perché due delitti molti simili sono stati commessi mentre lui era dietro le sbarre. Il fidanzato di sua figlia gli chiede un appuntamento, Alessandro ci va e il giovane gli fa una sconcertante confessione.
Squid Game (오징어게임?, Ojing-eo geimLR, Ochingŏ keimMR, lett. “Il gioco del calamaro”) è una serie televisivasudcoreana, scritta e diretta da Hwang Dong-hyuk. La serie è stata distribuita in tutto il mondo sulla piattaforma di streaming Netflix a partire dal 17 settembre 2021
Seong Gi-hun è un uomo sudcoreano divorziato ed enormemente indebitato, costretto a vivere grazie all’aiuto economico della madre. Tramite uno sconosciuto viene invitato a partecipare a una strana gara composta da sei giochi per bambini con l’obiettivo di vincere una grossa somma di denaro. Egli accetta l’offerta sperando di risanare così la propria situazione familiare nei confronti sia della madre sia di sua figlia Ga-yeong, cercando di ottenerne l’affidamento. Accettando si ritrova così in un luogo sconosciuto insieme ad altre 455 persone con debiti simili ai suoi. I giocatori sono tenuti costantemente sotto controllo da guardie mascherate, sotto la sovrintendenza del “Front Man”, il capo che gestisce tutto il gioco. I giocatori scoprono ben presto che chi perde viene ucciso brutalmente e ogni morte aggiunge 100000000 ₩ al montepremi finale di 45600000000 ₩ (circa 33000000 €). Gi-hun fa squadra con altri giocatori, incluso il suo amico d’infanzia Cho Sang-woo, per sopravvivere alle sfide brutali sottoposte dai giochi.
Spacca ma non spicca, spocchiosa com’è la festa rave , fabbricata su misura da Todd Phillips, per una massa internazionale di maschietti idioti, ignoranti e violenti, soprattutto sul mercato anglofono, con un filmaccio che “li fa sentire realizzati nel devastare ogni cosa e picchiare un vicino” (C. Bartolini). Scritto da Michael Bacall e Matt Drake, è diretto da un esordiente che maneggia la cinepresa come se fosse un mitragliatore per seguire scervellati che ingoiano pillole di ecstasy come noccioline.
Un film di Freddie Francis. Con Christopher Lee, Rupert Davies Titolo originale Dracula has risen from the Grave. Horror, durata 92′ min. – Gran Bretagna 1968. MYMONETRO Le amanti di Dracula valutazione media: 1,50 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Monsignor Muller convince padre Kurt a recarsi al castello del conte Dracula per dimostrargli che, essendo il vampiro morto da un pezzo, non c’è più nulla da temere. Si sbaglia. Uno dei più tediosi Dracula britannici degli anni ’60, nonostante la componente erotica rafforzata e Lee per la 3ª volta nel ruolo del principe delle tenebre.
Il giovane Otto abbandona la vita da strada e si convince a lavorare come “recuperatore” di auto per le quali non sono state versate per intero le rate di acquisto. Un giorno, gli viene promessa una ricompensa molto alta per recuperare una Chevrolet Malibu 1964 venduta ad uno scienziato nucleare. Il lavoro non è così semplice come sembrerebbe a prima vista. Sulla macchina converge l’interesse di molte persone, alcune delle quali molto “strane”, e, a seguito di un occasionale controllo della polizia, il giovane scopre che nel portabagagli è nascosto qualcosa di estremamente pericoloso: quanti osano guardarvi dentro finiscono infatti, immancabilmente, disintegrati. L’auto ospita il corpo di un extraterrestre. E mentre agenti di misteriosi servizi segreti intendono appropriarsene, gruppi di ragazzi sbandati intendono rubarla. La Chevrolet passa di mano in mano e il giovane Otto vive una serie di pericolose avventure, blandito e torturato, perennemente in fuga. Presa confidenza con le inconsuete prestazioni della macchina, Otto decide, infine, di abbandonare tutti e decolla a razzo verso lo spazio.Girato con fantasia ed estro giovanile, il film si riallaccia idealmente alla produzione per drive-in degli anni ’50. L’ambientazione ritrae il colorito mondo suburbano delle metropoli americane, con ragazzi “metallari” spacconi e insolenti che se ne infischiano delle regole e delle autorità. Condotto come un “road movie”, ha riscosso, in America, un buon successo. Da noi lo si è visto pochissimo.
Nella celebre università di Salamanca (Castilla-León) imperversa un assassino periodico che si serve di Internet per eliminare in modi efferati gli studenti che non studiano o fanno troppo casino. Dagli anni ’90 in poi nel cinema ispanico è in auge l’horror di cui questo film, scritto da Javier Montero, è uno dei prodotti più scadenti, per giunta sulla scia della serie USA Scream . I 2 responsabili della regia non sanno nemmeno copiare. Attori inclassificabili e qualche traccia di sadomasochismo dozzinale.
In Russia, nel Medioevo, i tartari litigano con i vichinghi. Entrambe le fazioni hanno in ostaggio una principessa dell’altra, ma un bieco capo mongolo violenta la donna che ha in suo potere che, disonorata, si suicida. I normanni vorrebbero restituire la pariglia, ma non possono perché un loro capo è innamorato della ragazza. La battaglia finale si risolve in un massacro da cui si salvano solo i due innamorati.
Dopo la morte cruenta e inspiegabile di un loro amico, un gruppo di teenager entra in possesso di un videogioco horror, ibrido tra “Resident Evil” e “Silent Hill”, ispirato alla vera storia di una nobildonna vissuta nel XVII secolo, sul quale sembra gravare una terribile maledizione. Chi vi gioca e vi muore infatti, rischia di fare la stessa fine anche nella realtà. Quando la maledizione palesa la sua esistenza, il gruppo di amici cerca di venire a capo del mistero, mettendo a repentaglio la propria vita… Stay Alive è un perfetto esempio per dimostrare come l’incapacità e l’imperizia, possano vanificare anche la migliore delle idee. Sulla carta infatti, il plot di partenza non era malvagio: finalmente un film che sfrutta il tema “videogioco”, senza essere la trasposizione più o meno ispirata di un titolo di successo. Purtroppo, come oramai troppo spesso accade quando si parla di teen-horror americani, tutti i buoni spunti di partenza, si trasformano in lettera morta una volta passati sul grande schermo. Il film cerca di ammiccare in modo sfacciato al suo presunto target di riferimento (basti vedere la gigantografia di Steamboy che fa da sfondo a una lunga sequenza a inizio film, che fa tanto “nippofilo”, o l’accendino con i simboli della Playstation), ma a parte una manciata di scene ben girate e caratterizzate da un discreta fotografia, siamo di fronte al nulla. Il fatto che si preferiscano di gran lunga le sequenze “finte” del videogioco a quelle “vere” del film, dovrebbe dirla lunga sulla qualità di quest’ultimo. La messa in scena è di annichilente povertà. Il quintetto di protagonisti, tutti di estrazione televisiva, nell’accezione negativa del termine, recita malissimo, i colpi di scena possono essere previsti con sconcertante facilità, il ritmo generale è molto blando e lo stesso videogioco, unico vero elemento d’interesse del film, ha una presenza minimale: se a questo aggiungiamo la frequenza con la quale Stay Alive suscita involontariamente il riso, possiamo tranquillamente affermare che l’obiettivo di regista e autori è completamente fallito. Se avete aspettative molto, molto basse e siete fanatici di videogames, potreste anche sopportare la visione, ma in caso contrario rischiate di annoiarvi…a morte.
Per evitare un divorzio dalla ricca moglie l’accanito adultero Levasseur obbliga il povero Pignon, innamorato di una commessa, a fingere di essere il convivente della sua amante top model. Il marchingegno non gli riesce. Le frecce verso i vizi borghesi sono più spuntate del solito. La commedia scivola in una rozza e prevedibile farsa, e vi sprofonda nella parte finale. Lo spunto di partenza è lo stesso dell’italiano e successivo Commediasexi . Coincidenza o plagio?
Fin dai titoli di testa con le lettere rovesciate e dalla sublime banalità autoreferenziale del laido prologo (“il tempo distrugge tutto!”), il 2° lungometraggio dell’argentino Noé è una bischerrima scemenza con l’aggravante delle ambizioni d’autore, già evidenti nella scrittura drammaturgica che comincia dalla fine e risale all’indietro. In parallelo anche la scrittura cambia. Prima mezz’ora all’insegna di un dinamismo forsennato della cinepresa e di un montaggio altrettanto frenetico con un vendicativo assassinio a colpi di estintore. Dopo la sensazionalistica sequenza in un sottopassaggio dello stupro anale della Bellucci, poi massacrata di botte dal lurido bruto (12 minuti con cinepresa immobile e rasoterra), il racconto si disciplina nell’ambito di un convenzionale cinema della chiacchiera per chiudersi, nell’alveo di un lirismo da spot pubblicitario, con la protagonista sorridente su un prato fiorito che galleggia sulle note (Allegretto) della Settima di Beethoven. Nonostante la svergognata stamburata scandalistica dei mass media, chi se la cava meglio è proprio la Bellucci.
Un film di Tinto Brass. Con Cinzia Roccaforte, Tinto Brass, Laura Gualtieri Erotico, durata 93 min. – Italia 1995. MYMONETRO Fermo posta Tinto Brass valutazione media: 1,84 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Film a episodi, presentati da Brass, dove il regista appare nel ruolo di se stesso. Nove storie ispirate dalle confidenze e dalle fantasie erotiche che arrivano per posta a Brass in lettere e videocassette dal pubblico femminile e da aspiranti attrici.
Un film di Alfredo Malfatti. Con Luciana Paluzzi, Domenico Modugno, Eleonora Giorgi, Umberto Spadaro. Erotico, durata 90 min. – Italia 1975. MYMONETRO La sbandata valutazione media: 1,50 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Un emigrato che ha fatto fortuna in America torna nella natia Sicilia dove s’invaghisce della pepata nipotina che gli succhia un bel po’ di dollari per prepararsi il corredo. L’uomo riuscirà però a godersi la ragazza e la madre di lei anche dopo il matrimonio della giovane. View full article »
Un film di Elisabetta Sgarbi. Con Laura Morante, Galatea Ranzi, Anna Bonaiuto, Toni ServilloDrammatico, durata 80 min. – Italia 2004. uscita venerdì 19novembre 2004. MYMONETRO Notte senza fine valutazione media: 1,92 su 7 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
La luce ombra dell’amore, il mistero del tradimento, il buio dell’incesto. Una donna orientale cantata ed amata da un trovatore europeo.Un uomo sposato ossessionato da un incubo ricorrente, il tradimento d ella moglie, finché un giorno la realtà si impone rovesciando ogni p revisione e ogni paura. Un padre e una figlia avvolti nell’ombra di un incesto. Il cinema delle parole seduce l’occhio di chi guarda. Elisabetta Sgarbi al suo primo lungometraggio fa centro grazie al rigore che ha sempre ispirato il suo fare cinema. Non è fiction tradizionale la sua ma un’esplorazione nel profondo della coscienza dei personaggi che la macchina da presa conduce con pochissimi stacchi di montaggio. E’ teatro filmato si potrebbe pensare. E’ invece altro. Perché lo ‘spazio’ è attore quanto le persone e non è un caso che dopo i titoli di coda torni ad affermare la sua presenza. I testi di autori Amin Maalouf, Tahar Ben Jelloun e Hanif Kureishi disegnano attese e solitudini che Ranzi, Servillo, Morante e Bonaiuto (in un doppio ruolo) sanno far emergere con un lavoro di scavo psicologico condotto con grande adesione ai personaggi.Da evitare da parte di chi cerca l’azione. Da vedere per chi pensa che al cinema ci possa anche essere spazio per la “parola vista”. View full article »
Un film di Chano Urueta. Con Stern Miroslava, Carlos Navarro, José Maria Linares, Miroslava Stern, José María Linares-Rivas, Fernando Wagner. Titolo originale El monstruo resuscitado. Drammatico, b/n durata 91 min. – Messico 1953. MYMONETRO Il mostruoso dottor Crimen valutazione media: 1,00 su 1 recensione.
Il dottor Herman Lin vive isolato in un castello nei Balcani, nascondendo a tutti la sua spaventosa deformità fisica. Desideroso di incontrare un’anima gentile, mette un insolito annuncio su un giornale che attira la curiosità dell’intraprendente reporter Nora. La donna, a caccia dello scoop giornalistico, vinta l’istintiva repusione per l’aspetto mostruoso del dottore, finge premurose attenzioni per l’infelice scienziato ed entra ben presto nelle sue grazie. Scoperte, però, le vere intenzioni di Nora, Herman Lin, spinto dall’ansia di vendicarsi, la fa rapire da Ariel – un musicista suicida che lui aveva resuscitato facendone il suo schiavo – con l’intento di sfigurarne il bellissimo volto con un’operazione chirurgica e farne un mostro per tutta la vita. Il regista Urueta realizza il film attingendo spunti dalla fiaba della Bella e la Bestia, dal ciclo di Frankenstein e dalla Maschera di cera di Michael Curtiz (del quale André de Toth aveva firmato un remake nello stesso 1953). L’elemento fantascientifico si riallaccia ai cliché della fantamedicina del cinema americano (trapianti di cervelli, uomini ridotti allo stato di automi, la cripta adibita a fantastico laboratorio) ma lo spirito macabro e grottesco che permea la storia è tipicamente latino. Attore di buona popolarità (ha partecipato anche al film Ensayo de un crimen di Buñuel) José María Linares-Rivas interpreta il dottor Herman Lin, con il volto coperto da una carnevalesca maschera di gomma. Nei manifesti italiani il mostruoso dottor Crimen è presentato come “più forte di Frankenstein, più sanguinoso di Dracula, più feroce dell’Uomo Lupo” e con lo slogan “Se verrete a vedere questo film… io vi prometto che per 90 minuti sarete come all’inferno. Non venite se non avete il cuore saldo o qualche imperfezione fisica. Se resisterete ai 90 minuti, sarete un essere perfetto”. View full article »
Un film di Christian De Sica. Con Renato Pozzetto, Marisa Merlini, Christian De Sica, Franco Fabrizi, Sylva KoscinaComico, durata 96 min. – Italia 1992. MYMONETRO Ricky e Barabba valutazione media: 1,69 su 18 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
Terzo titolo di Christian De Sica come regista. Da quando ha cominciato peggiora di film in film. Tutto trito e condito male. Barabba è un barbone che vive di espedienti. Salva la vita a Ricky, ricco industriale, che si voleva suicidare e diventano ben presto amici. View full article »
Un film di Brian Stuart. Con Bob Nelson, Leigh Harris, Lynette Harris Titolo originale Sorceress. Fantastico, durata 81 min. – USA 1983. MYMONETRO La spada e la magia valutazione media: 1,75 su 4 recensioni di critica, pubblico e dizionari.
C’erano una volta, in un paese lontano, due sorelle gemelle, Mira e Mara che, scampate alla furia omicida del padre, sacerdote di una dea assetata di sangue, imparavano le arti della magia e della guerra. Gran pasticcio di effetti speciali, più kitsch che fantasy. View full article »